Canone concordato a Milano: i falsi miti da mettere KO

Se stai pensando di affittare casa a Milano è ora di sfatare i falsi miti più comuni sul canone concordato. Spesso se ne parla come se fosse una scelta stretta, penalizzante o complicata. La verità? Se la conosci, può trasformarsi in una mossa intelligente per risparmiare e rendere il tuo investimento più solido.

 “Il canone concordato non conviene perché i canoni sono troppo bassi”

Questa è forse la leggenda urbana più diffusa. In passato c’era un fondo di verità: i valori previsti per il canone concordato a Milano erano così bassi da non interessare quasi nessun proprietario. Ma le regole sono cambiate. Nel 2023 sono stati siglati nuovi accordi locali per Milano che dividono la città in zone e fissano fasce di canone minimo e massimo, basate sulle dinamiche reali del mercato immobiliare.

Oggi i tetti massimi del canone concordato sono in linea con il mercato libero e, in molte zone centrali, arrivano persino più alti di alcune offerte spontanee. Questo significa che non stai “penalizzando” il tuo reddito da locazione scegliendo un contratto concordato — anzi, puoi affittare in modo competitivo senza rinunciare a fare fruttare al massimo il tuo investimento.

 “Per fare un canone concordato servono requisiti particolari”

Questo è un altro fraintendimento che va subito smontato: non servono particolari requisiti reddituali o fiscali né per il proprietario né per l’inquilino per stipulare un contratto a canone concordato.

L’unica cosa da rispettare è che il canone sia entro i limiti fissati dagli accordi territoriali e che il contratto sia redatto nella forma prevista (3+2, studenti o transitorio). Non serve che nessuno dei due abbia redditi “speciali”.

Quindi, se sei un proprietario che vuole affittare serenamente o un inquilino che cerca una casa senza sorprese, questa formula è accessibile a tutti, senza barriere nascoste.

 Perché oggi conviene davvero

Il canone concordato non è solo un modo per calmierare gli affitti. Offre vantaggi concreti per il locatore:

Per il proprietario

  • Cedolare secca ridotta al 10%, rispetto al 21% del mercato libero;
  • Riduzioni su IMU, IRPEF e imposta di registro;

Insomma, il canone concordato oggi non è né una penalizzazione né un compromesso obbligato. È una scelta strategica, pensata per equilibrare i diritti dell’inquilino con i vantaggi per chi affitta — e, a Milano, è stata aggiornata proprio per riflettere i valori reali del mercato.

Se vuoi massimizzare i vantaggi, informati bene su valori zonali, incentivi e simulazioni di canone: può fare davvero la differenza nella tua prossima locazione.