Benvenuti nel nostro nuovo articolo! Oggi parleremo di un tema che sta diventando sempre più rilevante nel mercato immobiliare milanese: il confronto tra il contratto a canone libero e quello a canone concordato. Se non mi conoscete ancora, sono Laura, specializzata in affitti nel Comune di Milano, con sede a Porta Romana, e oggi cercherò di spiegare in modo semplice e chiaro queste due tipologie contrattuali.
Il Contratto a Canone Libero: Cos’è?
Il contratto a canone libero è il modello tradizionale di affitto, quello che tutti conoscono, dove il canone viene stabilito liberamente dalle parti (proprietario e inquilino). La durata standard di questo contratto è 4 anni, con la possibilità di rinnovo per ulteriori 4 anni, per un totale di 8 anni. Una delle caratteristiche principali è che il proprietario non può modificare il canone durante la durata del contratto, se non al termine dei primi 4 anni. Inoltre, il proprietario non può dare disdetta se non al termine dei primi 4 anni di locazione.
Il Contratto a Canone Concordato: Una Novità Interessante
Introdotto negli ultimi anni, il contratto a canone concordato ha conquistato molti nel settore immobiliare, grazie ai suoi vantaggi fiscali e alle agevolazioni che offre sia ai proprietari che agli inquilini. Il canone viene determinato da un accordo tra le associazioni dei proprietari e quelle degli inquilini, tenendo conto di fattori come la metratura dell’immobile e la zona in cui si trova.
Ma vediamo in dettaglio i vantaggi di questa tipologia di contratto.
Vantaggi Fiscali del Contratto a Canone Concordato
Il principale vantaggio fiscale del canone concordato riguarda la cedolare secca, una tassazione fissa applicata ai contratti di affitto. Ecco le differenze:
- Canone Libero: La cedolare secca è fissata al 21%.
- Canone Concordato: La cedolare secca scende al 10%, con una differenza di ben 11 punti percentuali che non è affatto trascurabile!
Inoltre, per il canone concordato, l’IMU (Imposta Municipale Unica) viene agevolata del 25%, un altro vantaggio importante che non si applica al contratto a canone libero, dove l’IMU viene pagata al valore pieno dell’immobile.
Un Esempio Pratico
Per chiarire ulteriormente, facciamo un esempio concreto: supponiamo che il canone mensile di un appartamento sia di 1.200 €. A parità di importo, un proprietario che scelga il contratto a canone concordato avrà un vantaggio fiscale annuo di circa 1.800 € tra riduzione della tassazione e dell’IMU. Come si può notare, questo vantaggio si traduce in un risparmio significativo per il proprietario.
Durata del Contratto: La Differenza
Un’altra differenza fondamentale riguarda la durata del contratto. Il contratto a canone libero ha una durata di 4 anni + 4 anni, quindi il proprietario si impegna a mantenere invariato il canone per 8 anni, con un’unica possibilità di rinegoziare il prezzo solo al termine di questo periodo.
Al contrario, il contratto a canone concordato ha una durata di 3 anni + 2 anni, per un totale di 5 anni. Dopo questo periodo, il proprietario può dare disdetta o rinegoziare le condizioni economiche del contratto, mantenendo gli stessi inquilini. Questa maggiore flessibilità è vantaggiosa, soprattutto in un mercato dinamico come quello di Milano, dove i canoni di affitto tendono a crescere frequentemente.
Conclusione
Come abbiamo visto, il contratto a canone concordato offre numerosi vantaggi fiscali, come una tassazione più bassa e agevolazioni sull’IMU, ma anche maggiore flessibilità sulla durata rispetto al canone libero. Questo tipo di contratto sta diventando sempre più interessante, specialmente in un mercato come quello milanese, dove i cambiamenti sono rapidi e le condizioni economiche variano frequentemente.
Se sei un proprietario e hai bisogno di maggiori informazioni o di una consulenza mirata per affittare il tuo immobile a Milano, non esitare a contattarci. Siamo a tua disposizione per aiutarti a prendere la decisione giusta!
Grazie per aver letto il nostro articolo, e ci vediamo nel prossimo aggiornamento!


