In questo articolo affrontiamo un argomento che negli ultimi tempi sta interessando più di prima la realtà delle locazioni a Milano: il canone concordato.
Ciò che alletta del canone concordato, in particolare, è la possibilità di usufruire di una riduzione della tassazione, sempre in regime di cedolare secca, dal 21% al 10% e quindi una notevole diminuzione della pressione fiscale sulla propria rendita.
Ma non è l’unica agevolazione prevista per questa tipologia contrattuale.
Andiamo per ordine, facendo prima qualche cenno sulla sua definizione.
Il contratto a canone concordato è applicabile agli immobili ad uso abitativo e rientra tra le varie tipologie esistenti. La differenza rispetto a quello libero è innanzitutto la durata: rispetto a quest’ultimo infatti (che come sappiamo è di anni 4+4), la durata del contratto a canone concordato è di anni 3+2.
La seconda fondamentale differenza è l’importo del canone: il prezzo dell’affitto non può essere stabilito liberamente, ma viene calcolato tramite parametri, identificati dal Comune di appartenenza, che riguardano la posizione dell’immobile sul territorio della città, distinguendo quindi le aree più centrali da quelle più periferiche, e delle dotazioni e caratteristiche dell’immobile (per esempio la presenza dell’arredo, di una cantina o balcone, o ancora se ha un affaccio di pregio…) – andando ad identificare 3 fasce di prezzo per ciascuna zona, ognuna con un valore minimo ed un massimo al metro quadrato, range entro il quale il canone dell’appartamento dovrà rientrare.
Per l’asseverazione del prezzo, ma non per la gestione dell’intera pratica, esiste l’obbligatorietà di interagire con una associazione di categoria (esempio Assoedilizia, U.P.P.I., ecc..); la procedura prevede un costo iniziale sia per il proprietario che per l’inquilino, di norma quantificabile intorno ai 120€ totali.
Lascio qui una piccola nota: è possibile selezionare il canone concordato anche per contratti studenti oppure transitori per lavoratori, con durate più brevi, ossia sino ad un massimo di 12 oppure 18 mesi.
Passiamo ora a vedere quali sono le agevolazioni:
- riduzione della cedolare secca dal 21% al 10%
- in caso di non opzione cedolare secca: riduzione del 30% della base imponibile Irpef
- agevolazione IMU con sconto del 25%
- agevolazione TASI, se prevista, con sconto del 25%
I vantaggi sono molteplici, ma conviene davvero optare per questa tipologia di contratto?
E’ importante dire da subito che nonostante le notevoli agevolazioni fiscali previste, optare per il canone concordato potrebbe non rappresentare una reale convenienza per i proprietari. Perchè? Il motivo è semplice: per il comune di Milano il prezzo risultante dal calcolo è considerevolmente ridotto rispetto al valore di mercato, facendo perdere quel vantaggio che possono garantire gli sconti
Certo è che in un periodo come questo, in cui il mercato immobiliare delle locazioni è piuttosto frenato, è opportuno valutare anche questa possibilità.
La nostra realtà si occupa anche della gestione delle pratiche a canone concordato attraverso l’interazione diretta con le associazioni di categoria, senza costi aggiuntivi per il proprietario.
Se interessato contattaci per avere maggiori informazioni e comprendere insieme che strategia utilizzare per far rendere al massimo il tuo investimento immobiliare.


